Responsabilità medica: l’obbligo di trasparenza

E’ stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale 17 marzo 2017, n. 64 la Legge 8 marzo 2017, n. 24 di riforma della responsabilità medica recante “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonche’ in materia di responsabilita’ professionale degli esercenti le professioni sanitarie”.

Tra le numerose novità introdotte dalla legge di riforma, che si propone di mettere ordine in uno dei settori più problematici della responsabilità civile e penale, segnaliamo alcune disposizioni che riguardano in modo specifico il trattamento di dati personali.

Pur ribadendo il necessario rispetto della normativa sulla privacy (rectius, del d.lgs. 196/03), la nuova legge afferma il principio secondo cui “le prestazioni sanitarie erogate dalle strutture pubbliche e private sono soggette all’obbligo di trasparenza“.

La direzione sanitaria della struttura (sia pubblica che privata), entro sette giorni dalla presentazione della richiesta da parte degli interessati aventi diritto, in conformità alla disciplina sull’accesso ai documenti amministrativi e a quanto previsto dal Codice Privacy, deve fornire la documentazione sanitaria disponibile relativa al paziente, preferibilmente in formato elettronico. Come si può notare, quindi, viene introdotto un regime differente rispetto a quanto previsto per l’ordinario esercizio del diritto di accesso ai dati personali.

Nel caso in cui siano necessarie, le eventuali integrazioni devono essere fornite, in ogni caso, entro il termine massimo di trenta giorni dalla presentazione della suddetta richiesta.

Le strutture sanitarie (pubbliche e private) dovranno, poi, pubblicare sul proprio sito internet i dati relativi a tutti i risarcimenti erogati nell’ultimo quinquennio, verificati nell’ambito dell’esercizio della funzione di monitoraggio, prevenzione e gestione del rischio sanitario (cd. risk management).

Da ultimo, con una modifica al regolamento di polizia mortuaria (D.P.R. n. 285/1990), viene introdotta la possibilità, per i familiari o gli altri aventi titolo del deceduto, di concordare con il direttore sanitario o sociosanitario l’esecuzione del riscontro diagnostico, sia in caso di decesso ospedaliero che in altro luogo, e di disporre la presenza di un medico di loro fiducia.

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Luca Zenarolla
Avvocato, mi occupo sin dai tempi dell'Università di diritto delle nuove tecnologie. Sono il presidente del Centro Innovazione & Diritto.
Luca Zenarolla

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