Relazione 2016: le attività del Garante Privacy

Scorrendo la Relazione Annuale 2016, è possibile  farsi un’idea più precisa delle attività del Garante Privacy.

In particolare si scopre che lo scorso anno sono stati adottati 561 provvedimenti collegiali.

L’Autorità ha fornito riscontro a oltre 4.600 quesiti, reclami e segnalazioni con specifico riferimento ai seguenti settori: marketing telefonico (in costante aumento); credito al consumo; videosorveglianza; concessionari di pubblico servizio; recupero crediti; settore bancario e finanziario; assicurazioni; lavoro; giornalismo; enti locali; sanità e servizi di assistenza sociale.

Sono stati decisi 277 ricorsi, riguardanti soprattutto editori (anche televisivi); banche e società finanziarie; datori di lavoro pubblici e privati; sistemi di informazione creditizia; Pa e concessionari di pubblici servizi.

I pareri resi dal Collegio al Governo e Parlamento sono stati 20 ed hanno riguardato, in particolare, l’attività di polizia e sicurezza nazionale; l’informatizzazione delle banche dati della Pa; il fisco; lo Spid; la carta elettronica degli studenti e dei docenti; i dai sanitari.

Le audizioni sono state 9 e hanno riguardato innanzitutto le norme in materia di telemarketing, di lotta al terrorismo, di trasparenza, di videosorveglianza.

Le violazioni segnalate all’autorità giudiziaria sono state 53, in particolare per mancata adozione di misure minime di sicurezza a protezione dei dati.

Particolamermente significativo è l’aumento delle violazioni amministrative contestate, che nel 2016 sono state 2.339 (con un incremento del 38% rispetto al 2015). Una parte consistente (1.817 violazioni contestate) ha riguardato l’omessa comunicazione agli interessati di data breach da parte dei gestori di telefonia e comunicazione elettronica. Vengono poi, il trattamento illecito dei dati per uso senza consenso; l’omessa o inadeguata informativa agli utenti sul trattamento dei loro dati personali; la conservazione eccessiva dei dati di traffico telefonico e telematico; la mancata adozione di misure di sicurezza; l’omessa esibizione di documenti al Garante; l’inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità.

Le sanzioni amministrative riscosse ammontano a circa 3 milioni e 300 mila euro.

Altro numero interessante è quello relativo alle ispezioni, che sono state 282 . Gli accertamenti, svolti anche con il contributo delle Unità Speciali della Guardia di finanza, Nucleo speciale privacy, hanno riguardato numerosi e delicati settori, sia nell’ambito pubblico che privato. Per quanto riguarda il settore privato le ispezioni si sono rivolte principalmente ai trattamenti di dati effettuati da società che operano nel settore del car sharing; a quelle che si occupano di web marketing e marketing telefonico; alle società che si occupano di ricerca genetica; alle agenzie di lavoro interinale; alle società di assistenza tecnica e recupero dati per pc e telefonia mobile; ai giochi on line; alle finanziarie.

Una importante operazione è stata svolta nei confronti di società operanti nel settore del trasferimento di denaro (money transfer) nell’ambito delle attività di contrasto al riciclaggio che ha portato all’applicazione di sanzioni per 11 milioni di euro. Per quanto riguarda il settore pubblico l’attività di verifica si è concentrata particolarmente sui Caf, sulle grandi banche dati pubbliche e sul sistema della fiscalità, con speciale riguardo alle misure di sicurezza e al sistema degli audit.

Per quanto riguarda l’attività di relazione con il pubblico si è dato riscontro a oltre 24.000 quesiti, che hanno riguardato, in particolare, le problematiche legate alle telefonate promozionali indesiderate (33%); agli adempimenti legati al nuovo Regolamento Ue (11%); a Internet; alla videosorveglianza; a mail, fax e sms indesiderati; al rapporto di lavoro; ai dati bancari.

L’attività internazionale

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