Recupero crediti: il vademecum del Garante Privacy

Quali dati personali si possono trattare nell’ambito dell’attività di recupero crediti? Quali sono le prassi ritenute illecite? Come vanno conservati i dati? Esiste un diritto alla riservatezza del debitore?

A queste e ad altre domande pratiche risponde il vademecum predisposto dal Garante Privacy: la guida sintetica illustra in modo semplice e immediato a quali principi si devono ispirare coloro che legittimamente svolgono attività di recupero del credito e le garanzie riconosciute al debitore.

Tecniche vietate

Ogni attività di recupero crediti deve avvenire nel rispetto della dignità personale del debitore, evitando comportamenti che ne possano ledere la riservatezza a causa di un momento di difficoltà economica o di una dimenticanza.

Di particolare interesse, a questo proposito, è l’elencazione di alcune tecniche particolarmente invasive che sono state ritenute illegittime dal Garante quali, ad esempio:

  • visite a domicilio o sul posto di lavoro;
  • reiterate sollecitazioni al telefono fisso o sul cellulare;
  • telefonate preregistrate poste senza intervento di un operatore;
  • invio di posta con l’indicazione all’esterno della scritta “recupero crediti” o “preavviso esecuzione notifica”, fino all’affissione di avvisi di mora sulla porta di casa;
  • affissioni di avvisi di mora o altri solleciti di pagamento sulla porta dell’abitazione del debitore;
  • utilizzo di cartoline postali o invio di plichi recanti all’esterno la scritta “recupero crediti” o formule simili che rendono visibile a persone estranee il contenuto della comunicazione.

Il vademecum può essere scaricato in formato digitale dal sito web del Garante Privacy.

Luca Zenarolla

Avvocato, mi occupo sin dai tempi dell'Università di diritto delle nuove tecnologie. Sono il presidente del Centro Innovazione & Diritto.

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