Ispettorato Nazionale del Lavoro: disponibili i nuovi modelli videosorveglianza

L’art. 4 della Legge n. 300 del 1970 stabilisce che gli impianti audiovisivi e gli altri strumenti dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori possono essere impiegati esclusivamente per esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro e per la tutela del patrimonio aziendale.

Le aziende che intendono installare nei luoghi di lavoro un impianto di videosorveglianza, in difetto di Accordo con la rappresentanza sindacale unitaria o la rappresentanza sindacale aziendale, hanno l’obbligo di ottenere l’autorizzazione all’installazione ed all’utilizzo dell’impianto, rilasciata dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro competente per territorio, previa presentazione di apposita istanza.

A poche settimane di distanza dalla prima pubblicazione (avvenutalo scorso 10 marzo), l’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha aggiornato i modelli di istanza di autorizzazione all’installazione di sistemi che consentono anche il controllo a distanza dell’attività degli addetti, in base al comma 1 del nuovo articolo 4 dello Statuto dei lavoratori. I modelli rimangono tre (a seconda della tipologia di impianto per il quale si renda necessaria l’autorizzazione), ma sono diversamente denominati:

Quanto al contenuto, sono state eliminate alcune incongruenze con la nuova norma di legge che erano state segnalate, tra i tanti, da Federprivacy.

In particolare, viene eliminato il limite all’utilizzabilità dei dati raccolti che si poneva in netto contrasto con la nuova disposizione di legge, che afferma chiaramente che questi possono essere utilizzati per tutti i fini connessi al rapporto di lavoro (ivi compresi, quindi, quelli disciplinari).

Rimangono, però, alcune discrasie. Si pensi, ad esempio, alla dichiarazione che viene richiesta al datore di lavoro circa la necessità di un sistema di accesso “a doppia chiave” (con nomina di un rappresentante aziendale e dei lavoratori) alle registrazioni operata dagli impianti audiovisivi. Si tratta di una prescrizione ingiustificata, che neppure il Garante contempla nel suo provvedimento in materia di videosorveglianza dell’8 aprile 2010.

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Luca Zenarolla
Avvocato, mi occupo sin dai tempi dell'Università di diritto delle nuove tecnologie. Sono il presidente del Centro Innovazione & Diritto.
Luca Zenarolla

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