Controlli a distanza alla luce del Jobs Act

Il Consiglio dei Ministri, lo scorso 4 settembre 2015, ha approvato definitivamente gli ultimi quattro decreti attuativi previsti dal Jobs Act in tema di politiche attive, ammortizzatori sociali, semplificazione dei rapporti di lavoro e creazione dell’Agenzia unica per le ispezioni.

In particolare è stato confermata la modificazione dell’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori. Ma cosa cambierà in concreto dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del nuovo regolamento?

Il Jobs Act, confermando sostanzialmente le attuali previsioni in tema di impianti audiovisivi e altri strumenti di controllo “fissi”, prevede invece una disciplina semplificata per l’utilizzo degli strumenti necessari al lavoratore per svolgere la propria prestazione lavorativa, come pure per le apparecchiature di rilevazione e di registrazione degli accessi e delle presenze.

Non sarà, dunque, necessaria la sussistenza delle ordinarie causali (organizzative, produttive di sicurezza e di tutela patrimoniale) né sarà indispensabile il preventivo accordo sindacale o l’autorizzazione degli uffici ministeriali (territoriali o centrali). E ciò neppure quando dagli strumenti e dalle apparecchiature di lavoro “derivi anche la possibilità di un controllo a distanza del lavoratore”, con ciò realizzando una notevole apertura rispetto all’attuale disciplina, in base alla quale ogni possibile controllo a distanza dei lavoratori è soggetta al vaglio preventivo.

In sostanza al datore di lavoro sarà concesso, attraverso i dispositivi elettronici utilizzati dai lavoratori per rendere la prestazione lavorativa, di effettuare controlli e verifiche senza necessità di una preventiva autorizzazione sindacale o ministeriale.

Tuttavia non si tratta di una completa “liberalizzazione”, in quanto l’utilizzo delle informazioni raccolte dagli strumenti a distanza sarà sottoposto a una duplice condizione:

  1. al lavoratore dovrà essere stata data una adeguata informazione sulle modalità d’uso degli strumenti e di effettuazione dei controlli;

  2. nei confronti di tutti i lavoratori dev’essere in ogni caso rispettata la normativa in materia di tutela della privacy (d.lgs. n. 196/2003).

Luca Zenarolla

Avvocato, mi occupo sin dai tempi dell'Università di diritto delle nuove tecnologie. Sono il presidente del Centro Innovazione & Diritto.

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